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sec trading con bitcoin

Gli amanti del trading con bitcoin dovranno ancora aspettare, il bitcoin infatti non riceve l’approvazione da parte della SEC, organo di sorveglianza americana sui mercati finanziari, per una quotazione di uno strumento finanziario legato alla moneta virtuale. La proposta era arrivata dai due gemelli Winklevoss, famosi ai più per aver accusato Zuckerberg di aver rubato l’oro l’idea del social network più famoso al mondo, Facebook.

La loro società infatti ha chiesto l’approvazione da parte della SEC, per quotare i bitcoin con gli ETF, lo strumento tanto di moda tra gli investitori di tutto il mondo. Gli ETF non sono altro che repliche di un indice, materia prima o qualsiasi altro indicatore. Gli ETF sono uno strumento finanziario che riproduce l’andamento dell’oro per esempio e quindi sui quali è possibile investire. Quando il valore dell’oro scende, scenderà anche il controvalore dell’ETF legato all’oro, per fare un esempio. Il vantaggio degli ETF sono i costi limitati rispetto all’acquisto dell’oro reale, per rimanere sullo stesso esempio. In Italia è ancora possibile investire sui bitcoin, con il trading con bitcoin online. Lo strumento è sicuro e non prevede l’acquisto della criptomoneta ma l’uso di CFD, ovvero contratti per differenza che in base al prezzo di acquisto e vendita producono un guadagno.
La SEC dal canto suo, ha negato l’autorizzazione, giudicando “pericolosi” i mercati su cui i bitcoin sono scambiati. Questo giudizio si basa sugli ultimi fatti legati alla criptomoneta, episodi criminali come il furto di parecchi milioni di dollari da Bitfinex, ed in particolare dagli account dei suoi clienti. Bitfinex ha sede ad Hong Kong, e la SEC sa benissimo che anche l’autorità cinese ha sospeso fino a nuovo annuncio, i prelievi da tutte le principali piattaforme di bitcoin.

Dopo lo stop della SEC, il prezzo dei bitcoin è crollato, perdendo quasi il 20%. Ma forte di un trend come pochi al mondo, la moneta che ad agosto del 2015 valeva solo 250$ ed oggi ha un valore quadruplicato, ha subito recuperato le perdite e confermando una stabilità incredibile. Il fatto che la SEC abbia negato un ETF legato al bitcoin, fa felice molti investitori, timorosi del fatto che un ingresso nei circuiti di finanza classica, avrebbe potuto incidere proprio sulla stabilità della moneta. Infatti, se la SEC avesse dato il consenso ad un ETF, oggi banche e grandi investitori avrebbero potuto scommettere sulla criptomoneta, aumentandone la volatilità ed influenzandone la stabilità.

Per gli esperti di bitcoin, il fatto di non dover sottostare a nessun organo regolatore è un bene o non un limite. Il bitcoin difatti nasce come alternativa alle valute ufficiali, ed il fatto di volerlo far rientrare tra le regole di un organo di controllo delle monete tradizionali, ha indispettito chi ha investito in una moneta anarchica e per questo non soggetta a controlli o regole prestabilite. Ma chi vorrebbe speculare sulla moneta e non solo giocarci, la pensa diversamente. Aprire al trading e quindi creare volatilità inciderebbe ad un’espansione della moneta, ad oggi molto limitata ad una piccola nicchia di mercato. Forti oscillazioni producono opportunità a potenzialmente grandi guadagni, e fino a quando la diffusione della moneta resta limitata, allora i margini di crescita del bitcoin anche come strumento di pagamento globale, saranno anch’essi limitati.

D’altronde chi accetterebbe un pagamento con una moneta che nel giro di 24% può perdere il 20% del suo valore? Ecco che quindi la decisione della SEC diventa legittima, ed apre le porte a nuove strade. Una di queste potrebbe essere la nascita di piattaforme alternative dedicate al trading con bitcoin. Sicuramente la parte conservatrice degli utenti bitcoin dovrà mettersi l’anima in pace, è vero che ad oggi la criptomoneta è salva e fuori dagli organi di controllo, ma in un futuro non troppo remoto, si dovrà sacrificare parte della forma anarchica della criptomoneta per agevolarne un suo sviluppo ed uso globale.

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