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Effetto Brexit: investimenti in diamanti a protezione del capitale

Lo scopo primario di un investimento è solitamente arricchire il patrimonio. In questo periodo di mercati turbolenti e tassi di crescita imprevedibili, l’investitore si sta però orientando più verso la protezione del capitale che sul suo rendimento, cercando di avere uno sguardo poco focalizzato al breve periodo ma più lungimirante e prudente, come nel caso dell’investimento in diamanti.

Investire in diamanti è una delle operazioni che in molti stanno prendendo in considerazione per evitare possibili danni al patrimonio dopo la svolta anti europeista del Regno Unito.
Nonostante la fiducia dei giorni precedenti al referendum sulla Brexit, la vittoria inaspettata del “SI” ha scosso, non solo il mondo politico europeo, ma anche quello economico mondiale, facendo completamente capovolgere alcuni paradigmi finanziari già consolidati negli ultimi anni.

La Sterlina, da sempre ritenuta una valuta sicura e stabile, ha iniziato a perdere valore toccando il suo minimo storico degli ultimi 30 anni. Cosicché, molti di coloro che avevano capitali investiti nella sterlina britannica hanno preferito spostarli in monete storicamente più affidabili, come il Dollaro americano, lo Yen giapponese e il Franco Svizzero.

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Investire in Diamanti o in Oro

La paura delle volatilità dei mercati borsistici, alimentata soprattutto dell’incertezza del futuro e dall’evidente impreparazione del Regno Unito a gestire un cambiamento di questa portata, sta scoraggiato inoltre gli investitori a rischiare in titoli di stato di quasi tutti i paesi europei e, in generale, in tutto il mercato borsistico considerato al momento troppo volatile.

Come per ogni periodo di crisi, anche in questa occasione gli investitori preferiscono preservare il valore dei loro capitali acquistando i cosiddetti beni rifugio, solitamente metalli preziosi come oro e argento, ma in questo caso, come anticipato, c’è una novità da notare: la crescente propensione ad investire in diamanti. Tendenza fino ad oggi poco diffusa.

L’oro, ad esempio ha guadagnato circa il 5% nella prima metà di giugno, superando addirittura i massimi dal 2014 dei 1.350 dollari l’oncia, con un rialzo del 20% da inizio anno e un relativo aumento delle partecipazioni ai fondi garantiti in oro.

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Investire oggi in diamanti conviene?

Così come l’oro, anche gli investimenti in diamanti hanno registrato forti oscillazioni positive nell’ultimo periodo. Se fino a qualche anno fa infatti il mercato delle pietre preziose faceva registrare solo contrazioni negative, nel 2016 si è verificato un inedito aumento della domanda del circa l’1,4%, anche a causa del fenomeno Brexit. Quindi ad oggi, oltre al solito trend di investire nel metallo prezioso per eccellenza, anche quello di investire in diamanti sta diventando una rising star del mondo della finanza.

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La società Diamond Private Investment, specializzata nell’intermediazione per la vendita di diamanti da investimento ha registrato circa 20mila clienti negli ultimi 10 anni e addirittura quasi 9 mila nei primi mesi del 2016. In Italia invece, la Intermarket Diamond Business S.p.a., leader in nostrana ed anch’esso specializzato nella vendita e nell’intermediazione di diamanti da investimento, ha dichiarato che le transazioni della pietra preziosa sono aumentate del 50% nel primo trimestre del 2016, rispetto alle vendite dello stesso periodo dello scorso anno, transazioni che hanno raggiungono i 125 milioni di euro di fatturato generato, dati confermano chiaramente la tendenza ad investire in diamanti, un mercato che sta pian piano superando gli abituali mercati di investimento, ormai in balia di tassi negativi e rendimenti quasi nulli.

Un altro aspetto notevole di questa situazione è, non solo l’aumento delle vendite di pietre preziose, ma anche il cambiamento dei loro acquirenti, se fino ad oggi infatti, investimenti di questo tipo erano ad un quasi esclusivo appannaggio di banche e del wealth management, ora, secondo quanto riferisce Maurizio Sacchi, fondatore della Dpi e uno dei primi pionieri del mercato italico dei diamanti da investimento, al Sole24Ore, l’acquirente medio ha un età compresa tra i 40 e i 65, generalmente impiegati o imprenditori in pensione.

Sempre secondo Maurizio Sacchi, i motivi per principali che spingono ad un investimento di questo tipo sono diversi, il primo è sicuramente il fatto che i diamanti non perdono tendenzialmente il loro prezzo e sono una buona riserva di valore, il secondo è che la loro compravendita non è tassata ed infine, perché molte società di intermediazione, garantiscono al cliente il riacquisto del diamante in qualsiasi momento.
Forse può sembrare che il mercato dei diamanti possa essere il futuro degli investimenti o almeno il modo migliore per preservare capitali in periodi incerti e turbolenze, va però considerato che, al contrario dell’oro o di altre commodity, il prezzo non è deciso dal mercato e la sua quotazione non è il risultato di una contrattazione continua simile a quella del metallo giallo.

Come investire in diamanti finanziari

I diamanti da investimento o diamanti finanziari, non vengono venduti nelle gioiellerie, i canali di acquisto e rivendita passano da intermediari che si riforniscono ad Anversa in Belgio, a regolare i prezzi delle pietre, è invece la multinazionale sudafricana De Beers, leader mondiale nell’estrazione e commercializzazione di diamanti. De Beers controlla buona parte delle estrazioni e può quindi garantire la stabilita del valore, nella sua ultima asta, il prezzo di vendita è stato rialzato del 2%, facendo guadagnare alla società circa 660 milioni di dollari.

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Non solo banche, in prima fila i grandi istituti, si stanno attrezzando per fornire questo tipo di asset ai propri clienti per diversificare in loro portafoglio, ma anche altri tipi di operatori come Bolaffi, storica casa d’aste torinese, arrivano nel mercato. Ha, infatti, da poco offerto la possibilità ai suoi clienti di acquistare diamanti: «È un’esigenza che abbiamo registrato tra la nostra clientela anche per necessità di diversificazione – racconta Filippo Bolaffi, amministratore delegato di Bolaffi -. Molti erano alla ricerca di questo tipo di proposta ma non si fidavano delle offerte poco trasparenti che c’erano sul mercato».

 

Investire in diamanti: pro e contro

In sostanza, anche se il quantitative easing della Bce ha tamponato la tenuta finanziaria dell’Euro zona, ma non ha tranquillizzato i medio-piccoli investitori, investire in beni rifugio in questo panorama finanziario rimane sempre un’opzione da tenere in considerazione. I diamanti sono un asset al momento interessante da acquistare, ma essendo il loro valore deciso da un’azienda privata e non dal mercato potrebbero essere un buon investimento per il presente, ma non per il futuro. L’oro, anche se ha tassi di crescita meno allettanti ed è soggetto alle fluttuazioni della compravendita, rimane sempre il bene rifugio di per eccellenza e probabilmente il più affidabile ed è uno strumento per diversificare il capitale ed investire, magari limitando i rischi ed affidarsi ad un broker autorizzato che ci permetta di speculare sul valore di questo metallo prezioso sfruttando le sue fluttuazioni di prezzo e guadagnando con strategie di trading sul lungo o breve periodo.

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