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Investire in Oro oggi conviene?

Alla domanda se investire in oro oggi conviene dobbiamo fare delle premesse prima di poter rispondere. Il rendimento di un investimento è sempre, per definizione, incerto. Per quanto si possa essere esperti nelle tecniche finanziarie e dei suoi strumenti matematici, nessun broker può mai garantire all’investitore un ritorno sicuro. Questo perché tutti gli asset finanziari sono suscettibili alle variazioni di mercato, quindi, anche l’azione o il titolo di stato più sicuri e garantiti possono svalutarsi e, causare la perdita del capitale o la riduzione dei profitti.

Questa regola d’oro dell’investimento è valida e condivisa dai maggiori esperti sempre, anche in periodi di stabilità e crescita economica. In questa particolare fase storica, in cui i mercati sono in subbuglio e imprevedibili, con le nuove economie che emergono e le vecchie che indietreggiano, il rischio e l’incertezza per gli investitori sono anche maggiori.
Gli investimenti sicuri oggi sono quindi più rari che in passato, tanto che la tendenza degli ultimi mesi è cercare, come d’altronde sempre in tutti i periodi di crisi, più che espandere il patrimonio di conservarlo e proteggerlo da svalutazioni.
La tecnica da sempre utilizzata per il mantenimento del capitale è la riduzione al minimo degli investimenti di asset finanziari quotati nei mercati borsistici, evitare investimenti in titoli di stato nei paesi in cui la stabilità politica non è certa (investimenti che in ogni caso, anche quando sono garantiti, non hanno mai rendimenti allettanti) e sopratutto investire in beni rifugio, quali oro, argento e diamanti, che sono anch’essi soggetti alle leggi del mercato, ma essendo molto richiesti in periodi di incertezza, tendono ad avere una crescita di valore proprio quando gli altri beni o asset la perdono. Investire in beni rifugio preserva non solo gli investimenti, ma anche i risparmi dal rischio di svalutazione della valuta o dall’inflazione.



A conferma di questo paradigma, si può notare che la quotazione del metallo giallo ha superato i 1790 dollari l’oncia, proprio come quando nel 2011 è esplosa la crisi dei debiti pubblici nell’Europa meridionale (Italia, Spagna, Grecia).

Come investire in oro

La domanda di investimenti in oro è solitamente sostenuta principalmente dalle banche centrali nazionali, più difficile invece per un investitore privato avere accesso a questo tipo di investimento senza intermediari. Quali sono quindi i modi per investire in oro?

La classica modalità di acquisto dell’oro, da sempre utilizzata, sono i lingotti. Dal 2000, anche al risparmiatore italiano è consentito possedere oro fino  (non lavorato), quindi possederlo fisicamente, anche se come spiegheremo in seguito, per piccole somme non è sempre conveniente.

Un altro metodo simile al precedente, è l’acquisto di monete, che permette di investire fisicamente nel metallo prezioso e garantisce il vantaggio di aggiungere al già alto valore della materia prima, anche un ulteriore valore numismatico ed artistico del prodotto.

Per ultimo, un metodo meno usuale, ma sicuramente più accessibile, è sicuramente “l’oro di carta”, un investimento che consiste nell’acquistare fondi oppure Etc (Exchange Traded Commodities), asset quotati che possono investire tutto il patrimonio in un’unica materia prima.

Questa pratica è conveniente anche perchè limita il rischio di smarrimento o furto di oro fisico, e permette la gestione comoda anche da casa con gli strumenti del trading online, che permettono appunto di fare trading con beni rifugio come l’oro.

Investire in oro fisico oggi conviene?

Investire in oroInvestire in oro fisico può avere i suoi vantaggi, ma è solitamente sconsigliato per piccoli investimenti. Sebbene il valore dell’oro è quotato ed ha un suo prezzo variabile ma prefissato, il costo dei lingotti può variare a seconda della grammatura del lingotto stesso. Un lingotto da 1000 grammi, costa meno che 1000 lingotti da 1 grammo, per via dei costi di produzione. Quindi il valore unitario di un lingotto è inversamente proporzionale alla sua dimensione.
Secondo gli esperti della società di consulenza finanziaria Gwa Sim, il peso minimo ideale di un lingotto che valga la pena acquistare a scopo di investimento è di almeno 12,5 kg (pari ad un valore di mercato di oltre 450 mila euro), dimensione economicamente inaccessibile dai medi e piccoli investitori. Questo tipo di lingotti, acquistati nei mercati tradizionali dell’oro, devono avere una purezza del 99,5% e devono essere saggiati da un raffinatore autorizzato.
I lingotti di questo tipo vengono definiti good delivery, hanno un numero di serie e per conservare il valore di mercato devono essere conservati nel caveau di una banca e ne devono essere tracciati tutti gli spostamenti. Nel caso il possessore dell’oro decidesse di prelevare il proprio oro e tenerlo in una cassetta di sicurezza, questo uscirebbe dal mercato e verrebbe venduto a prezzi più bassi, perché decade la certificazione del lingotto e l’acquirente dovrebbe ripetere l’operazione di saggiatura, con ulteriori costi ovviamente per il venditore.

Investire in oro di carta

Considerati i costi aggiuntivi e le problematiche sopra descritti nell’acquistare e possedere piccole e medie quantità di oro fisico in lingotti, una delle possibilità da valutare per piccoli investimenti è l’acquisto di oro di carta o detto anche oro finanziario.

L’acquisto di oro finanziario consiste nell’acquistare certificati specializzati e fondi finanziari; oppure Exchange Traded Commodity (Etc) che sono come spiegato in precedenza sono investimenti di capitale in un’unica materia prima. In questo caso l’oro.

Sebbene investire in oro di carta sia molto più semplice, comodo e veloce rispetto all’acquisto dell’oro fisico, anche questo tipo di investimento non è ovviamente a prova di rischio.  

La maggior parte di questi prodotti utilizza infatti derivati, cioè contratti finanziari legati all’andamento della quotazione dell’oro; mentre altri sono contratti a fronte di sottoscrizioni che mettono nel  portafoglio del cliente, oro fisico, solitamente preferibili, perché allineati più fedelmente il suo valore. Quindi in base al tipo di oro finanziario che si sceglie di acquistare bisogna tenere conto dei rischi tipici dello strumento scelto e, nel caso degli Etc, mettere in conto anche la possibilità di insolvenza da parte dell’emittente.
Per concludere possiamo dire che l’oro è sempre un investimento da tenere in considerazione, sopratutto in periodi finanziariamente incerti, tenendo conto che non da accesso a particolari profitti, ma permette di mantenere il patrimonio praticamente inalterato.
Qualunque sia il tipo di investimento in oro che si decide di effettuare, fisico o “di carta”, bisogna sempre tenere a mente la regola, anch’essa d’oro, che è quella di diversificare sempre gli investimenti e mai rischiare l’intero patrimonio in un unico asset o bene che sia ora o altro, perché per quanto allettante possa sembrare, come si sa, non è sempre oro quello che luccica.

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